Nei fondi comuni d'investimento i risparmi versati dai singoli risparmiatori confluiscono in una sorta di cassa comune e vengono investiti dall'operatore finanziario (società di gestione), al fine di ottenere i migliori risultati possibili.
I fondi comuni sono pertanto dei portafogli di titoli gestiti da un operatore qualificato, di cui sono proprietari le famiglie o le imprese che ne sottoscrivono le quote, investendovi i propri risparmi.
Il risparmiatore, quindi, attraverso questo tipo di strumento ottiene innanzi tutto una diversificazione del rischio di investimento, in quanto i soldi versati vanno a ripartirsi su centinaia di attività e, in secondo luogo un rendimento finanziario conveniente.
I fondi comuni di diritto italiano possono essere di tipo aperto o chiuso. Nei fondi aperti il patrimonio non è fisso, ma cresce per apporto di nuove sottoscrizioni, o decresce per effetto di richieste di rimborso delle quote, richieste che possono avvenire in qualsiasi momento.
Nei fondi chiusi, invece, l'ammontare massimo del fondo è prestabilito: raggiunto l'importo fissato non si accettano altre adesioni. Le quote sottoscritte dai risparmiatori, inoltre, non possono essere smobilizzate prima di un certo lasso di tempo.
I fondi comuni si distinguono in due grandi categorie: fondi comuni di investimento mobiliare (possono essere di tipo aperto o chiuso) e fondi comuni di investimento immobiliare (possono essere solo di tipo chiuso).
È bene dire comunque che la categoria di fondi più conosciuta e più diffusa presso il grande pubblico dei risparmiatori è senz'altro quella dei fondi comuni d'investimento mobiliare aperti. |